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Busta arancione, Boeri tenta il rilancio: da aprile 7 milioni di invii

di Claudia Marin

ROMA – Archiviata, senza infamia ma anche senza lode, la prima fase della «mia pensione» (quella realizzata con l’accesso al sito dell’Inps muniti di Pin), Tito Boeri ritenta il lancio della «busta arancione», questa volta attraverso l’invio di lettere cartacee, con la simulazione dell’assegno previdenziale futuro, a sette milioni di lavoratori del privato. Un’operazione che il presidente dell’Istituto di via Ciro il Grande collega all’obiettivo del governo di favorire l’utilizzo della Pa via internet, tanto da allegare alla missiva anche le istruzioni per ottenere il cosiddetto «Spid», ovvero il codice personale individuale digitale messo a punto dall’Agid per ottenere servizi online con un’unica password.

Il rinnovato tentativo di educare i cittadini a fare i conti con la propria previdenza partirà nelle prime settimane di aprile. «Finalmente  - spiega Boeri - le buste arancioni arriveranno a casa degli italiani». Questo permetterà di «raggiungere chi non è digitalizzato invitando queste stesse persone a munirsi di Spid». Saranno inviate circa 150mila lettere al giorno. L’iniziativa riguarderà, nel corso del 2016, anche 1,5 milioni di dipendenti pubblici non digitalizzati: a questi ultimi «le informazioni arriveranno insieme al cedolino, per posta, in base ad accordi con le pubbliche amministrazioni». Le risorse per realizzate il progetto – negate dal Parlamento secondo lo stesso Boeri, che qualche mese fa tuonò per contro gli stessi deputati e senatori – saranno garantite anche e soprattutto proprio dall’Agenzia digitale, che contribuirà con 2,5 milioni di euro nel 2016 e nel 2017.

La versione esclusivamente digitale della simulazione previdenziale, realizzata nel 2015, non ha raggiunto i risultati attesi. Boeri riferisce come «i possessori del Pin Inps siano 18,5 milioni, di cui 13 milioni sono lavoratori attivi». Ma ne sono sprovvisti 12 milioni di contribuenti, con una quota consistente di giovani (il 42% è under 40). Da qui il non lusinghiero bilancio della «mia pensione» e il ricorso attuale all’invio cartaceo. Un’esigenza tanto più avvertita in quanto l’ente previdenziale pubblico ormai quasi unico è buon ultimo nell’informazione previdenziale al cittadino: i fondi pensione integrativi da anni inviano la simulazione dell’assegno complementare agli iscritti.

Il rilancio della «busta arancione» è anche l’occasione per tornare sulla richiesta di flessibilità in uscita più volte avanzata dal numero uno dell’Inps. L’intervento «andrebbe fatto adesso» - insiste – e «se si facesse con la legge di Stabilità per il 2017, andrebbe certamente bene», mentre sarebbe negativo rinviare il dossier. Il blocco dei pensionamenti dovuto alla riforma Fornero, aggiunge Boeri, «ha penalizzato molto le assunzioni dei giovani, il loro ingresso nel mercato del lavoro». Nessuna polemica, per una volta, con il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che proprio nelle ultime ore, in relazione alle continue esternazioni dello stesso Boeri, ha fissato il paletto secondo cui è il governo che decide. Certo – conclude il capo dell’Inps - «noi abbiamo un ruolo di analisi e proposta. Poletti ha ribadito quel che sappiamo, che decide chi ha responsabilità di governo».