QN Welfare

Radiografia Inps 2016: oltre 18 milioni di pensioni, più del 60% sotto i 750 euro mensili

di Claudia Marin

All'inizio del 2016 risultavano in essere 18,1 milioni di pensioni con «una forte concentrazione nelle classi basse» di importo: il 63,4% degli assegni (11,5 milioni) è inferiore a 750 euro, mentre per le donne gli assegni inferiori a 750 euro sono oltre i tre quarti del totale (il 77,1%). Dati che, però, rappresentano una misura indicativa della povertà perché molti pensionati hanno più di una prestazione e/o altri redditi. E’ questo solo un fotogramma della complessiva fotografia dello stato della previdenza in Italia nel 2015 scattata dall’Inps: una mappa che con considera comunque i trattamenti pubblici ed ex Enpals.

L'Inps sottolinea che nel complesso per le pensioni vigenti al primo gennaio 2016 (escluse quelle pubbliche ed ex Enpals) si spendono 196,8 miliardi (176,7 dei quali sostenuti dalle gestioni previdenziali). Su 18.136.850 trattamenti esistenti a inizio 2016, 14.299.048 erano di natura previdenziale, «cioè prestazioni che hanno avuto origine dal pagamento di contributi (vecchiaia, invalidità a e superstiti) durante l'attività lavorativa del pensionato; le rimanenti - spiega l'Istituto - sono costituite dalle prestazioni erogate dalla gestione degli invalidi civili (comprensive delle indennità di accompagno) e da quella delle pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale, cioè prestazioni erogate per sostenere una situazione di invalidità congiunta o meno a situazione di reddito basso». Il 45% delle pensioni di cui è titolare un uomo sono inferiori a 750 euro mentre è sotto questa cifra il 77,1% degli assegni la cui titolare è una donna. Se si guarda all'importo per le pensioni erogate a residenti in Italia (sempre escluse quelle pubbliche ed ex Enpals) pari a 192,6 miliardi l'Inps sottolinea che si tratta dell'11,6% del Pil con un calo rispetto all'11,7% dell'anno precedente.

Nel 2015 l'Inps ha liquidato 1.120.638 pensioni, delle quali oltre la metà (il 51%) di natura assistenziale. «Un numero così elevato rispetto alla consistenza delle pensioni in pagamento - spiega - è compensato da un ricambio molto più veloce rispetto alle prestazioni di tipo previdenziale». Gli importi annualizzati stanziati per le pensioni liquidate nel 2015 ammontano a 10,4 miliardi di euro.

Le pensioni agli invalidi civili a inizio 2016 erano 2.980.799, erogate al Nord per il 34,7% (37,2 ogni 1.000 residenti), al Centro per il 20,6% (50,8 ogni 1.000 residenti) e al Sud per il 44,8% (64,1 ogni 1.000 residenti). Se si guarda nel complesso alle pensioni assistenziali (compresi quindi gli assegni sociali) a fronte di 63 prestazioni ogni 1.000 residenti in Italia, in Trentino sono 26 ogni 1.000, in Emilia Romagna 45 ogni 1.000 e in Calabria 97 ogni 1.000 residenti.

L'Italia settentrionale - spiega l'Inps - usufruisce del maggior numero di prestazioni pensionistiche complessive in pagamento all'inizio dell'anno: il 48,1% delle pensioni totali viene percepito da soggetti residenti al Nord, il 19,2% viene erogato al Centro, mentre il 30,5% in Italia meridionale e isole; il restante 2,3% (416.369 pensioni) viene erogato a soggetti residenti all'estero. Se si rapporta il numero di pensioni alla popolazione residente di ciascuna area geografica, il Nord continua ad essere l'area con il maggior numero di pensioni per mille residenti (314 per mille), seguita dal Centro con 288 pensioni per mille e dal Mezzogiorno con 265 pensioni per mille residenti.

Le percentuali si invertono se si guarda alle prestazioni assistenziali: le pensioni e gli assegni sociali sono percepiti per il 54,9% al Sud (22,6 persone ogni 1.000 residenti ne hanno una), per il 25,3% al Nord (7,8 ogni 1.000 residenti) e il 19,8% al Centro (14,1 ogni 1.000 residenti). Per gli invalidi civili il numero di prestazioni ogni 1.000 residenti è quasi doppio al Sud rispetto al Nord (64,1 contro 37,2 ogni 1.000 presidenti). Ma al Sud è più alta anche la percentuale delle prestazioni di invalidità previdenziale con il 47% del totale degli assegni contro il 31,2% al Nord e il 20,4% al Centro. In pratica al Sud ci sono 23,9 residenti su 1.000 con una prestazione di invalidità previdenziale contro gli 11,9 su 1.000 residenti al Nord.

Nel 2015, infine, sono state liquidate a lavoratori del settore privato 158.589 pensioni anticipate rispetto all'età di vecchiaia con un aumento dell'89% rispetto al 2014. Il dato è determinato dalla stretta sull'accesso alle pensioni anticipate che si è avuta con la legge Fornero sulla previdenza. Nel 2015 erano necessari per accedere alla pensione anticipata 42 anni e 6 mesi di anzianità contributiva per gli uomini e 41 e 6 mesi per le donne. Dal 2016 per uscire dal lavoro prima dell'età di vecchiaia sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne).